Terza per dimensione, è uno dei più brillanti gioielli dell’arcipelago toscano. Segue per dimensioni l’Elba e il Giglio. Ha una superficie di 20 kmq e uno sviluppo costiero di 30 km. Il fascino selvaggio dell’isola è garantito dalla sua origine vulcanica. E’ forata da una buona quantità notevole di grotte ed insenature e le coste sono
frastagliatissime. Se a ovest sono presenti delle montagne il cui picco maggiore è di 445 m, il faro dell’isola si trova a Punta Ferraione. Unica spiaggia dell’isola è quella di Cala Martola, ma di rara bellezza e praticabili sono pure Cala del Zurletto, Cala Ceppo, e Cala rossa. Battuta da fortissimi venti d’inverno, rinfrescata dal maestrale d’estate è isola frequentata assiduamente nei mesi estivi per quel sapore di selvaggio e di incontaminato che ancora custodisce. Da la possibilità di praticare trekking naturalistico, che consentirà una approfondita conoscenza dell’insolita isola. Gli itinerari si snodano lungo le antiche mulattiere, che spesso si affacciano sulle coste a picco sul mare. Molte le calette raggiungibili solamente con una imbarcazione. Colpisce infine la presenza di un laghetto di acqua dolce, meta privilegiata di uccelli migratori.
Curiosità: Anticamente chiamata Aegylon dai greci e Capraria dai romani, il suo nome deriverebbe dalla presenza di capre selvatiche nell’isola, ma secondo un’altra ipotesi il toponimo deriverebbe da un tema mediterraneo karpa, con il significato di roccia.
Claudia Zedda
Immagine di capitan bonaccia































L’isola fa parte dell’arcipelago toscano. Possiede un perimetro costiero di 27 Km in prevalenza rocciosi. Poche eppure spettacolari le spiagge, fra le quali ricordiamo quella del Campese, Arenella, Cannelle e Caldane. L’antica vegetazione, composta da macchia mediterranea, lecci, sughere, erica, corbezzoli, caprifoglio, strappa brache, robbia, ciclamini, sta lentamente ricomparendo, dopo il quasi totale abbandono dell’agricoltura a favore del turismo. Non mancano pini domestici e marittimi. Estremamente variegata anche la fauna che vive sull’isola, può contare fra le specie il coniglio selvatico, il topo selvatico e muflone (importato di recente). Non mancano i pippistrelli, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, il gabbiano corso, quello reale, e ancora la civetta, il piccione selvatico e molti altri ancora. La fauna ittica è quella tipica del mar Tirreno. Non sarà dunque improbabile incontrare qualche cernia, dentici, saraghi, ricciole e labridi.
L’isola d’Elba fa parte, con le altre isole che compongono l’arcipelago toscano, del Parco Nazionale dell’Arcipelago. Dista dalla